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La Calabria a Torino: il film inizia dalla fine

zoomsud.it | Domenica, 20 Maggio 2013 06:00

 

La Fiera internazionale del Libro di Torino: Ospite Speciale la Regione Calabria, anno 2013.

 

 Oh, finalmente la Calabria ospite di riguardo. Ciò vuol dire che i Promotori si sono ricordati che la penisola italiana ha un piede che si chiama Calabria. Noi devoti ringraziamo i Promotori per il ricordo e si potrebbe dire per l'epitaffio sul marmo della nostra Regione. A me non è sembrato un epitaffio di speranza perché al di là non apparivano le abbaglianti luci celestiali di un paradiso.

 

 È pur vero che lo stand della Regione Calabria era decorato da teche, tavoli, espositori contenenti, libri e poi libri e libri di emergenti o già emersi autori calabresi con il viso apparentemente gratificato ma con il cuore verosimilmente nero di rabbia. 

 

 È sempre pronta la rabbia a comparire, e non può certamente mancare quando fra libri e poi libri e libri, tra teche tavoli e espositori, bisognava contenersi dall'afferrare una tartina con la cornice di nduja o dall'ingurgitare un panino con la soppressata. E poi come fare a non deglutire il tutto con il vino di Cirò in bicchieri ahi me di plastica e non da degustazione?

 

 Edgar Allan Poe diceva: "Empi il bicchier ch'è vuoto, vuota il bicchier ch'è pieno, non lo lasciar mai pieno, non lo lasciar mai vuoto". Dalla Calabria, un tempo Enotria, cioè terra del vino, e madre di Dioniso, gli avi dicevano, da par loro: "Non si poti aviri a butti china e a mugghieri mbriaca"... In questo contesto i Promotori ci hanno persino concesso, probabilmente scartata dalla mega mostra alla Reggia della Venaria Reale su Mattia Preti, una tela del Cavaliere Calabrese, non a caso un significativo "Noli me tangere".

 

 I Promotori, così attenti alla nduja e al vino e forse un po' meno ai libri, hanno dimenticato che il pittore di Taverna universale nella sua mondialità ha avuto i natali in terra calabra ed esattamente nella Sila Catanzarese e non sotto la catena montuosa delle Alpi. Piccole quisquilie cui i Promotori non pensano. Gravi lacune per noi pensatori calabresi.

 

Continuando l'excursus sul pianeta Calabria alla Fiera internazionale del libro di Torino possiamo confermare che nello stand c'erano anche sedie ma non sappiamo con certezza se erano occupate da passeggeri stanchi, da calabresi intellettuali e attenti, o da editori calabresi disarmati e resistenti.

 

 Dobbiamo comunque dire - onore al merito - che è stata avvistata nel suddetto stand la presenza istituzionale della Regione Calabria nella persona dl'Assessore alla Cultura.

 

 Calabria e Cultura sembrerebbe a Torino un binomio inscindibile come proclamano i comunicati stampa. La realtà dei fatti affermerebbe il contrario, considerato che la Calabria si è saldamente insediata agli ultimi posti della hit parade nazionale dei lettori di libri.

 

Riuscirà la Calabria a riemergere da questo guazzabuglio di lettori in declino e di editori sommersi dal l'arroganza delle grandi case editrici del nord e da quella degli auto presunti grandi editori del sud e della Calabria?

 

 Il film va visto a partire dalla fine.

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